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La storia di HSA

Nascita e sviluppo delle attività subacquee per persone
con disabilità fisiche in Italia e all'estero


Le attività subacquee per persone con disabilità fisiche compiono i primi passi in Italia verso la fine degli anni Settanta. Si tratta inizialmente di esperienze individuali, isolate, caratterizzate da metodi tecnici e didattici personali. Sono iniziative create ad hoc, per esigenze specifiche, non coordinate tra loro, e spesso le motivazioni sono legate all'affetto per un amico o per un parente.

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Malcesine - Lago di Garda 1990 - Primi corsi di formazione istruttori per l'insegnamento delle attività subacquee a persone disabili. La prima persona con gli occhiali in alto a destra nella seconda foto è Alberto Piovani, il primo subacqueo non vedente brevettato in Italia.


Inutile dire che chi si cimentava in questo percorso, pur essendo già un esperto istruttore, trovava davanti a sé parecchi ostacoli: le attrezzature spesso inadeguate, la difficoltà nel reperire idoneità mediche, gli aspetti logistici, ma soprattutto la forte componente di scetticismo tra la gente in genere e anche tra la popolazione dei subacquei. Molti consideravano questo sport eccessivamente rischioso e avevano ben presente l'immagine del subacqueo superuomo, legata a tutta una serie di valori e riferimenti con i propri riti e abitudini.

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Elba 1997 Questa foto riunisce assieme ad Aldo Torti al centro, alcuni personaggi storici della subacquea, si riconoscono Raimondo Bucher, Jacques Mayol e Flavio Sirola, testimonial in occasione della 4a manifestazione Subacquea Sport per tutti.


Alcune organizzazioni subacquee italiane, inoltre, nel modo in cui erano impostate didatticamente e organizzativamente, alimentavano queste modalità di approccio all'attività ed esprimevano una cultura dell'accesso molto selettiva che escludeva le persone con disabilità fisiche e sensoriali. Inoltre mandavano continuamente segnali di chiusura nonostante i tentativi di coinvolgimento e di confronto. Queste impostazioni, continuate per anni, hanno creato molte resistenze, contrapposizioni e ostacoli nel far comprendere a tutti che una persona con disabilità fisiche anche rilevanti, come un tetraplegico o un non vedente, poteva immergersi in sicurezza.
Le prime iniziative, tra tanti ostacoli, sono quindi affidate a dei veri e propri pionieri e ottengono un grande e importante risultato: dimostrano che l'impresa è fattibile e che nonostante le difficoltà incontrate, la subacquea sia un obiettivo raggiungibile e concreto per le persone con disabilità fisiche (nella maggior parte con lesioni midollari, amputati, poliomielitici) e persone con disabilità sensoriali.
All'estero, qualcosa "bolle in pentola" già da un po' di tempo. In California per merito di HSA Handicapped Scuba Association si riscontrano le prime e più significative esperienze nella subacquea adattata. Come cittadini del mondo, queste esperienze vengono recepite attraverso un intenso interscambio di proficua collaborazione da alcuni gruppi italiani sparsi sul territorio che, come accennato, operavano già in questo settore dell'attività subacquea. Il gruppo di Milano, già con alcuni anni di esperienze nel nuoto e acquaticità per le persone disabili, capisce che è necessario dare a questo libero movimento forza, consistenza, credibilità e sicurezza: si delineano così anche in Italia verso la fine degli anni Ottanta le condizioni per la nascita della prima organizzazione per la diffusione della subacquea per disabili con il nome di Associazione Nazionale Attività Subacquee e Natatorie per Disabili. Un organizzazione che i fondatori hanno voluto funzionale, diretta, snella e non appesantita da sovrastrutture burocratiche. Un organizzazione che permettesse sempre di mettere al centro dell'azione l'individuo con la sua personalità, creando e promuovendo le condizioni per accogliere il desiderio di partecipazione, non frenando gli entusiasmi e la gioia nel fare, ma operare per la loro crescita e realizzazione in un contesto sicuro. L'associazione accoglie al suo interno la nascita e lo sviluppo della agenzia italiana di HSA (Handicapped Scuba Association International ) diffusasi negli USA e in oltre 45 paesi del mondo.

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Insieme a Stefano Torti da sinistra si riconoscono Edoardo Mazzotti, Marco Mangiarotti, Aldo Torti, Lorenzo Oberti che sono stati tra i fondatori e promotori dell'Associazione Nazionale Attività Subacquee e Natatorie per Disabili fin dalla metà degli anni ottanta.


Nasce così una struttura, un organizzazione specifica, dedicata con una didattica e una serie di standard che permettono anche di codificare le prestazioni fisiche degli allievi partecipanti ai corsi sub e di sviluppare una certificazione multilivello in grado di coprire uno spettro molto ampio di disabilità fisiche. I corsi sono fortemente personalizzati e consentono, con particolari tecniche di insegnamento e l'applicazione di standard mirati, di brevettare subacquei con vari tipi e diversi livelli di disabilità.
L'associazione riceve il plauso in vari contesti e da molti personaggi di spicco del mondo della subacquea che vi aderiscono dando il loro sostegno. Per lo sviluppo degli scopi sociali stringe alleanze e sinergie con enti pubblici e privati, associazioni di settore e ambientaliste, con le quali vengono promossi sul territorio nazionale convegni, gare, informative mirate e promozione. Nel corso degli anni si moltiplicano le iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica e gli addetti ai lavori. Si mettono a disposizione di tutti le conoscenze e i materiali didattici affinché il beneficio di questa attività, portata avanti da persone capaci dotate di ferrea volontà, vada soprattutto alla collettività.
Ai corsi organizzati di formazione e specializzazione dedicati agli istruttori e guide arriveranno negli anni centinaia di istruttori, guide, subacquei esperti provenienti da diverse organizzazioni didattiche operative come BSAC - PADI ­- NADD - SSI ­ FIAS ­ ANIS - FIPSAS - SUBUISP - ­ ACDC - CIRSS - FISA ­- PSS - SIAS - ESA ­ - NASE - IDEA ­ - IANTD ­- PTA - ACUC - NAUI ­ PDIC - ­ DIA.

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Stage di specializzazione istruttori - Venturina (Li) 1996.


Tutte persone che hanno in comune la voglia di aumentare le loro esperienze, intraprendendo un percorso specifico per apprendere le tecniche migliori e per avere la possibilità di mettersi al servizio degli altri avvicinando con competenza le persone alle attività subacquee e al mondo della subacquea in generale.

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Milano - Niki Reale e Gianni di Domenico ricevono il Premio Sirena 2005 da Lorenzo Oberti.


Oggi in Italia, dopo più di 18 anni di intensa attività organizzata, possiamo dire con certezza che si è creata una cultura positiva, un ampio, forte e strutturato movimento sulle attività subacquee per persone con disabilità fisiche. Un movimento che, come una sorta di volano ormai inarrestabile, ha stimolato oggi la nascita di altri gruppi. Il tempo ha dato ragione a chi ha fermamente creduto già dalla metà degli anni Ottanta alle stupende possibilità che la subacquea offre alla persona disabile. Grazie a tante persone uniche, speciali, che si sono dedicate e si dedicano con esperienza e forte impegno, tutto questo rappresenta oggi un riferimento certo e, allo stesso tempo, un insieme raro di competenze che si sono rafforzate anche tramite le numerose iniziative messe in campo come per esempio:

  • 80 stage tecnici per istruttori, aiuto istruttori, guide, accompagnatori che hanno formato centinaia di tecnici specializzati;
  • convegni nazionali sulle tematiche della persona con disabilità fisiche e le attività subacquee (Milano 1990 e 1994 ) oltre a numerose conferenze e dibattiti in tutta Italia ;
  • 5 gare nazionali di tecnica dell'immersione subacquea;
  • 20 partecipazioni a manifestazioni fieristiche di settore;
  • 6 manifestazioni "Fondali Puliti";
  • 5 spedizioni di archeosub a Napoli località Baia;
  • 1 record di permanenza in immersione effettuato nel fiume Po a Torino da Gino Lapucci, paraplegico, nel 1990;
  • 1 record di immersione più numerosa, con 27 subacquei disabili in immersione contemporaneamente in località Porto Azzurro, Elba 1996;
  • 1 record di immersione profonda certificato, fuori Porto Azzurro, Elba 1998, effettuato da Sergio Cechet non vedente e amputato alla mano sinistra;
  • Collaborazioni costanti con enti pubblici e privati, associazioni di settore e ambientaliste sulle accessibilità nautiche e marine in generale;
  • Realizzazione di un bollettino/news, tantissimi articoli pubblicati su riviste specializzate e non;
  • produzione di materiale didattico e manuali innovativi;
  • realizzazione di una serie di video didattici anche in collaborazione con la Rai, la fondazione Cousteau e le Aree Marine Protette.

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Fulvio Cavuoto e Alessandro aleri sulla barca dopo aver effetuato l'immersione nel parco archeologico sommerso di Baia (NA) - 1995.


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1995 Piscina comunale di Cantù (Como) 1° gara nazionale di tecnica dell'immersione subacquea organizzata da OSHa-ASP e HSA Italia.


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Gruppo che ha partecipato alla 1°spedizione archeologica a Baia (1995).


Punto chiave di questo ampio movimento è il consolidato reticolo nazionale ed internazionale di scuole, circoli, diving e istruttori che nel loro territorio portano avanti costantemente e con alta professionalità, significative iniziative unitamente all'insegnamento e alla possibilità di immersioni veramente per tutti.
Ma non va dimenticato l'importante apporto che la subacquea rivolta alla persona disabile ha reso alla diffusione della disciplina subacquea in generale, in Italia come nel mondo. Ha infatti sfatato un mito! Quello del subacqueo superuomo, macho, incurante del pericolo...

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Elba - Porto Azzurro - giugno 1996 - Organizzazione Sub Time Sassulo, Deanna Mantovani - Record nel record - Momenti preparatori prima del guinnes per il maggior numero di subacquei in immersione contemporaneamente. Ben 30 tra subacquei disabili e accompagnatori hanno dato il loro contributo al raggiungimento del record di 205 subacquei in immersione.


I subacquei disabili hanno mostrato a tutti che chiunque goda di buona salute e abbia seguito uno specifico corso di addestramento, può praticare l'attività subacquea in sicurezza, godendone i numerosi benefici.
E' anche vero che il progresso tecnologico ha portato un miglioramento delle attrezzature, e i passi da gigante fatti dalla medicina iperbarica negli ultimi anni hanno reso la subacquea uno sport più sicuro e semplice da praticare.
Resta la consapevolezza che tutta la tecnologia del mondo non può sostituirsi all'esperienza e alla professionalità. Il consiglio perciò, a chiunque voglia intraprendere un cammino così entusiasmante, è quello di rivolgersi esclusivamente ad agenzie didattiche specializzate con un comprovato
grado di esperienza e credibilità. Basta questo perché l'attività subacquea si trasformi davvero per tutti in una bellissima avventura.

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Le manifestazioni che negli anni si sono susseguite. Anche la partecipazione di personaggi del mondo dello spettacolo e di esperti del settore hanno portato un contributo importante alla diffusione della
subacquea per tutti - Campogalliano anno 2000 - Convegno Subacquea per Tutti nel nuovo Millenio - In questa foto si riconoscono tra gli altri : R. Bucher - L. Ferraro A.Ferrero - G.Garofalo - M. Predolin - A. Elia.



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San Donato Milanese 1991 - Jim Gatacre al centro Presidente HSA USA durante il primo convegno nazionale "L'attività subacquea e l'handicap".

 
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