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In una tre giorni molto intensa svoltasi dal 28 al 30 luglio
subacquei diversamente abili hanno potuto immergersi con gli incursori
e i palombari della Marina Militare eseguendo le loro stesse
esercitazioni. "Molto importanti sono anche stati i risultati di una
serie di rilievi medici eseguiti direttamente sott’acqua grazie alle
sofisticate attrezzature del Varignano", spiega Aldo Torti, uno dei
promotori della riuscitissima iniziativa.
Dal 28 al 30 luglio la rada di La Spezia ha ospitato per il secondo anno consecutivo la manifestazione "Insieme in immersione... a Porto Venere".
Dopo il successo del 2007, infatti, il comandante del Varignano, ammiraglio Donato Marzano, l’Hsa e il Comune di Porto Venere si sono impegnati nuovamente per permettere a subacquei non vedenti, para e tetraplegici di conoscere l’attività subacquea affiancati dai sommozzatori e dai palombari tra i più preparati d’Europa. Più di centoquaranta incursori del Raggruppamento Subacquei del Consubim hanno così affiancato ottanta sub, disabili e non, nelle esercitazioni tipiche dei palombari della Marina Militare, come la ricerca di oggetti sul fondo, l’assemblamento di pezzi meccanici, l’uso di palloni da sollevamento e diversi altri lavori subacquei svolti normalmente dagli uomini della Marina Militare.
Lunedì 28 luglio, primo giorno dello stage, sono iniziate le immersioni congiunte nella vasca operativa della Comsubin, dove i sub civili hanno preso confidenza con l’attrezzatura di lavoro dei palombari. Durante la mattinata di martedì 29 luglio le immersioni si sono spostate al mare. Con le imbarcazioni messe a disposizione dalla Marina Militare, disabili e sommozzatori si sono immersi insieme negli incantevoli fondali dell’isola di Palmaria. Nel pomeriggio, invece, si è tenuto presso la sede del Consubin un simposio medico scientifico dal tema "L’immersione subacquea nella persona diversamente abile".
Foto di gruppo dei subacquei a La Spezia; sopra, una fase delle immersioni e, in alto, Aldo Torti e l’ammiraglio Donato Marzano consegnano lo stemma dei palombari a Francesco Pezzino, un sub non vedente della Hsa.
Durante l’incontro sono stati presentati e discussi i dati raccolti sul comportamento fisiologico del disabile sott’acqua, soprattutto per quanto riguarda i rilievi elettroencefalografici e le bolle rimaste al termine della decompressione; la ricerca è stata condotta, grazie ai medici e alle moderne attrezzature della Marina Militare, dal personale specializzato della HSA (Handicapped Scuba Association International) di Milano e del Gruppo Sub Ospedale Della Spezia.
L’ultimo giorno, infine, è stato interamente dedicato alle immersioni nella Grotta Byron, a Portovenere.
Al termine, tutti i partecipanti si sono ritrovati all’interno del Varignano e nella piazzetta di Le Grazie per festeggiare la fine della manifestazione con premiazioni, banda musicale della Marina e lanci di paracadutisti sul mare.
Aldo Torti, presidente di HSA e uno dei promotori della riuscitissima tre giorni, ci ha raccontato come è nata l’iniziativa.
 L’idea, - ha spiegato, - è partita dall’ammiraglio Marzano, del Comsubin, il quale, all’inizio del 2007, dopo essersi messo in contatto con noi per conoscere le nostre attività, fece intervenire a un nostro convegno il tenente di vascello Giampaolo Trucco; successivamente, due palombari senior, Giovanni Moretti e Fabrizio Luciniano, parteciparono a un intenso corso di specializzazione HSA della durata di tre giorni. Fu l’inizio di una lunga serie di incontri sfociati in un progetto comune: la prima edizione di "Insieme in immersione a Porto Venere".
Un titolo inusuale, per una manifestazione, che vuole certamente significare qualcosa...
Certo, è la sintesi di tutti quegli importanti valori che sono stati alla base della sua organizzazione.
La grande apertura mostrata dalle istituzioni, il senso di inclusione e integrazione, l’intrecciarsi di esperienze uniche e cariche di significato hanno permesso che incursori subacquei, palombari della Marina e sub disabili si immergessero insieme per svolgere le tipiche mansioni degli operatori del Gos, il Gruppo Operativo Subacqueo di Consubin.
Sono state svolte altre attività oltre alle esercitazioni pratiche?
Sì, è stato loro affiancato un vero e proprio lavoro di ricerca medica subacquea che ha coinvolto i sub disabili e i loro accompagnatori in una serie di test fisiologici fatti prima, durante e dopo l’immersione. Grazie a sofisticate apparecchiature della Marina, come il caschetto per l’encefalogramma subacqueo, sono stati realizzati sott’acqua alcuni innovativi test medici che hanno evidenziato come le attività subacquee siano alla portata di tutti, dimostrando con i fatti la grande validità dei sistemi e dei metodi applicati da HSA negli anni.
Com’è andata questa edizione?
Benissimo, è stato davvero un successo. L’ammiraglio Donato Marzano, comandante del Comsubin, il Raggruppamento Subacquei e Incursori Teseo Tesei della Marina Militare Italiana, e il suo staff hanno predisposto le cose al meglio. Complessivamente hanno partecipato oltre centoquaranta persone fra sub disabili, accompagnatori, incursori e palombari della Marina, compresi gli amici del gruppo sub dell’ospedale di La Spezia.
Inoltre sono stati usati più di trenta mezzi della Marina tra gommoni, pilotine speciali e perfino moto d’acqua.
E per quanto riguarda il simposio?
Fin dalla nascita di HSA, quindi da ormai più di trent’anni, siamo sempre stati attenti all’evoluzione delle conoscenze mediche in campo subacqueo. Ci siamo avvalsi di un database di informazioni provenienti da migliaia di sub disabili che si immergono in diversi paesi dove HSA è presente e questo ci ha aiutato a entrare sempre di più nello specifico di ogni singola disabilità.
E’ chiaro, quindi, che l’iniziativa del Consubin è stata un’ottima occasione per organizzare un convegno su tutte queste tematiche e valutare i risultati degli stage medici, la cui realizzazione è potuta avvenire grazie alla collaborazone dei dottori di HSA Marco Ciabattoni, Giorgio Papetti e Claudio Bulgarelli e del capitano di vascello Fabio Faralli, del Comsubin, noto specialista in medicina subacquea e iperbarica, e di altri qualificati esperti, come il dottor Massimiliano Mariani e i professori Marco Brauzzi, Lucio Pastena e Lucio Ricciardi.
Tratto da SUB - ottobre 2008
Testo di Zoe Clerici
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